Pornobello e i colori dell’eros



Furba questa volpe ad apire la stagione della caccia ai nuovi artisti! Questa volta ad essere stato stanato è proprio Pornobello in un articolo sul blog Go tell the foxes.

Artist of the week: Pornobello e i colori dell’eros.

Pornobello non è lo slogan di una catena di sexy shop, ma lo pseudonimo di Claudio Cozzolino, grafico pubblicitario di origini pugliesi di stanza a Milano, che ha scelto di concentrare la propria ricerca artistica su uno degli aspetti più controversi e affascinanti della vita umana: l’eros. Quello femminile soprattutto.

Guardando le sue illustrazioni non si può non cogliere l’eco della cultura pop americana degli anni ’60, a cui probabilmente deve le campiture piatte e uniformi di colori brillanti e vivaci, la sintesi estrema delle forme e la carica di provocatoria ironia che costituisce la prospettiva attraverso la quale le sue moderne pin-up, impudiche  e ammiccanti al punto giusto, si offrono allo sguardo degli spettatori.  Ma osservando più attentamente  si noterà che anche un’altra tradizione popolare ha influenzato l’opera dell’illustratore barese, questa volta tutta nostrana: l’italianissima “commedia sexy”, in cui spesso personaggi come Lino Banfi o Pierino sbirciavano dal buco della serratura per scrutare avidamente i corpi pieni e seducenti di donne come Edwige Fenech o Barbara Bouchet. Le sue disinibite donnine non sono altro che le dirette discendenti delle pin-up anni ’40,  di cui hanno raccolto la sensuale eredità passando attraverso l’esperienza delle numerose playmate sdraiate nei paginoni centrali di riviste come Playboy.

Ciò che queste immagini comunicano è una personalissima indagine sulla pornografia, un tema divenuto attualissimo grazie a canali come siti internet, televisione e politica, attraverso cui le perversioni sono diventate sempre più esplicite, accettate e normali. La critica sociale, comunque, non rientra negli obiettivi dell’artista, a cui interessa semplicemente riscattare la parte divertente e fantasiosa dell’eros.

L’unico tabù nel mondo di Pornobello sembra essere la grigia volgarità, alla quale è contrapposto un’erotismo felice, sereno e divertito, tutto a colori. I suoi personaggi non si nascondono dietro tendaggi semitrasparenti o all’ombra di luci soffuse, esibiscono con divertita consapevolezza le loro sperimentali fantasie: sono le temerarie esploratrici di un mondo fatto di gioco e di piacere, senza vergogna. È difficile restare scandalizzati guardano queste simpatiche e ammiccanti interpretazioni di una moderna sessualità, perché ciò che di esse colpisce è proprio il fatto che non appartengono a quel gusto pornografico ormai ampiamente sdoganato, privo di fantasia e per questo un po’ nauseabondo, con cui ogni giorno abbiamo a che fare; a caricarsi di erotismo è, infatti, proprio la fantasia che si trova alla base della sperimentazione erotica e non l’atto sessuale in sé: non c’è niente di più censurato nella nostra società della fantasia, quel mezzo attraverso cui ognuno può provare a immaginare come sarebbe il mondo se lo si cambiasse, all’interno della quale hanno avuto inizio anche le rivoluzioni più importanti, compresa quella sessuale.

Leggetelo su Go tell the foxes

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